Anche se solo circa una persona su dieci nel mondo è mancina, questa proporzione è rimasta sorprendentemente stabile nel corso della storia. Un recente studio ha analizzato se questa caratteristica possa essersi mantenuta grazie a particolari vantaggi in situazioni competitive e ha messo in luce un aspetto unico: le persone mancine sembrano avere un vantaggio in ambienti competitivi.
Mancini, destri e strategia evolutiva
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Chieti-Pescara, in Italia, ha voluto verificare un’ipotesi secondo cui i destri avrebbero un vantaggio nei comportamenti cooperativi, mentre i mancini, in particolare gli uomini, mostrerebbero un vantaggio in situazioni competitive, soprattutto negli scontri diretti tra due persone.
Questa proposta si basa sul concetto di “strategia evolutivamente stabile”, derivato dalla teoria dei giochi applicata all’evoluzione.
Secondo questa prospettiva, quando la maggioranza di una popolazione è destra, essere mancini può offrire un vantaggio “dipendente dalla frequenza”: proprio perché minoranza, i movimenti e le strategie dei mancini risultano meno prevedibili per gli avversari nei contesti competitivi.
Questo vantaggio, però, si manterrebbe solo finché la proporzione di mancini resta ridotta. Se la mano sinistra diventasse comune, gli altri si abituerebbero a interagire spesso con mancini e il beneficio svanirebbe. In questo modo il sistema raggiungerebbe un equilibrio: la maggior parte della popolazione resta destra e una minoranza continua a essere mancina.
Come è stato condotto lo studio
Per mettere alla prova l’ipotesi, i ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell’università italiana hanno realizzato due esperimenti. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Scientific Reports.
Nel primo esperimento hanno partecipato circa 1100 persone, che hanno compilato questionari per misurare:
- il grado di lateralità (cioè la preferenza per una mano)
- diverse dimensioni della competitività (orientamento al raggiungimento di obiettivi personali, tendenza a evitare la competizione per ansia, ipercompetitività).
I risultati hanno mostrato che chi presentava una lateralità più marcata verso sinistra evidenziava livelli più alti di competitività orientata allo sviluppo personale e livelli più bassi di evitamento ansioso delle situazioni competitive. In generale, i partecipanti mancini tendevano a coinvolgersi con maggiore facilità in contesti competitivi rispetto ai destri.
Confrontando le persone fortemente lateralizzate, cioè con una preferenza molto netta per una sola mano, i mancini hanno ottenuto punteggi più alti anche in ipercompetitività, un tratto legato a un forte desiderio di vincere anche a costo di imporsi sugli altri.
Il test di laboratorio con il pegboard
Nel secondo esperimento ha partecipato un sottogruppo di 48 persone, con lo stesso numero di destri e mancini e la stessa proporzione di uomini e donne.
I partecipanti hanno svolto una prova di laboratorio nota come pegboard, un test con una tavoletta e pioli usato per misurare la destrezza manuale.
In questa fase non sono emerse differenze significative tra mancini e destri, né tra il livello di lateralità e i punteggi di competitività. Questo risultato suggerisce che la relazione tra preferenza manuale e competitività non sarebbe direttamente collegata alle abilità motorie.
Cosa suggeriscono i risultati
Secondo gli autori, i dati sostengono in parte l’idea che la mano sinistra possa essersi mantenuta nella popolazione perché offre alcuni vantaggi nei contesti competitivi. Mentre la maggioranza destra tenderebbe a favorire la cooperazione sociale, la minoranza mancina potrebbe trarre beneficio in scenari in cui sorpresa e imprevedibilità sono importanti.
Lo studio ha esaminato anche altri aspetti della personalità. Non sono state riscontrate differenze significative tra mancini e destri nei cosiddetti “Big Five”, i cinque grandi tratti di personalità: apertura mentale, coscienziosità (responsabilità), estroversione, gradevolezza (amabilità) e nevroticismo.
Nella popolazione analizzata non è emersa neppure alcuna relazione tra lateralità e livelli di depressione o ansia.
Differenze tra uomini e donne
I ricercatori hanno osservato differenze anche in base al sesso dei partecipanti. In media:
- gli uomini hanno ottenuto punteggi più alti in ipercompetitività e in competitività orientata allo sviluppo
- le donne hanno mostrato una maggiore tendenza a evitare le situazioni competitive per ansia.
Secondo gli autori, il legame tra preferenza manuale, competitività e genere potrebbe essere influenzato da molteplici fattori biologici e ambientali. Per questo ritengono necessari ulteriori studi per comprendere meglio queste interazioni e confermare o approfondire i risultati ottenuti.
