Alla fine di febbraio, nel centro di riproduzione di Zarza de Granadilla, nella provincia di Cáceres, sono nati tre cuccioli di lince iberica, i primi del 2026 all’interno del programma di conservazione della specie. Si tratta di un evento celebrato dagli esperti come un passo in avanti decisivo nel recupero di questo felino, un tempo considerato il più minacciato al mondo.
La nascita dei primi cuccioli del 2026
Il centro di cría di Zarza de Granadilla, gestito dall’Organismo Autónomo Parques Nacionales (OAPN), ha annunciato con entusiasmo l’arrivo dei nuovi nati: «Sono arrivati i primi cuccioli dell’anno! Questa notte Hubara, a 15 anni, ha partorito i 3 primi cuccioli dell’anno nel centro di Granadilla. Speriamo che siano i primi di molti!».
La madre, Hubara, è una femmina di 15 anni che ha partorito nelle ore notturne nelle strutture del centro. Dall’avvio delle attività, questo centro dell’Estremadura ha registrato 64 nascite, diventando uno dei pilastri del programma di recupero della specie.
La maggior parte dei cuccioli nati in cattività viene addestrata per essere rilasciata in natura, seguendo protocolli molto rigorosi. Finora ciò è già avvenuto 32 volte in diverse aree di reintroduzione in Spagna e Portogallo, contribuendo in modo diretto al rafforzamento delle popolazioni selvatiche.
Il ruolo del centro di Zarza de Granadilla
Il centro di riproduzione di Zarza de Granadilla è stato inaugurato nel marzo 2011 ed è entrato subito a far parte della rete di centri di allevamento del programma di conservazione ex situ della lince iberica.
La prima cucciolata nacque un anno dopo l’apertura, con tre esemplari battezzati Jerte, Jaraíz e Jarilla. Da allora, in cinque stagioni riproduttive, nel centro sono nati 64 cuccioli, un risultato che conferma l’importanza di queste strutture per sostenere le popolazioni selvatiche e garantire una base genetica sufficiente.
Dal rischio critico alla categoria “vulnerabile”
All’inizio del XXI secolo la lince iberica era considerata il felino più minacciato al mondo. Nel 2002 si contavano appena 94 individui distribuiti in due sole popolazioni in Andalusia. Un numero così basso collocava la specie sull’orlo dell’estinzione funzionale.
Grazie ai programmi di conservazione, ai centri di riproduzione e ai progetti di reintroduzione, la situazione è cambiata radicalmente. Nel 2024 la popolazione complessiva ha superato i 2.000 esemplari tra Spagna e Portogallo. Questo successo ha portato l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (UICN) a rivedere più volte la categoria di minaccia della specie: da «in pericolo critico» a «in pericolo» nel 2015, fino allo status di «vulnerabile» nell’ultima revisione del 2023.
Secondo il consigliere per Infrastrutture, Trasporti e Abitazione della Junta de Extremadura, Manuel Martín Castizo, «il futuro della specie è promettente», perché si è riusciti a «salvare una specie sull’orlo dell’estinzione e ora è frequente avvistarla in gran parte della penisola».
Con questo parto si inaugura ufficialmente la stagione riproduttiva del lince ibérico 2026, un altro anno considerato chiave per consolidare il recupero della specie, che solo due decenni fa era ad un passo dalla scomparsa.
Popolazione di lince iberica in Spagna e Portogallo
Nel 2024 la popolazione di lince iberica (Lynx pardinus) in Spagna e Portogallo ha raggiunto un nuovo massimo da quando esistono dati di monitoraggio accurati, con 2.401 individui censiti. Questo valore rappresenta un incremento del 19% tra il 2023 e il 2024 e conferma una tendenza demografica positiva e stabile negli ultimi 20 anni.
Secondo il gruppo di lavoro sul lince iberico, coordinato dalla Direzione Generale della Biodiversità, Foreste e Desertificazione del Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica (MITECO), il totale di linci censiti nel 2024 sull’intera area di distribuzione iberica è così ripartito:
- Spagna: 2.047 individui (85,3%)
- Portogallo: 354 individui (14,7%)
In Spagna, quattro comunità autonome ospitano popolazioni stabili della specie. La Castiglia-La Mancia conta 942 esemplari (46,0% della popolazione spagnola), mentre in Andalusia si registrano 836 linci (40,8%).
Le tre principali aree geografiche per la lince iberica si trovano nella Sierra Morena, con 1.082 individui:
- Nuclei condivisi tra Andalusia (638 esemplari nei nuclei della Sierra Morena orientale a Jaén e Córdoba, e 53 nelle aree di connessione della Sierra Morena)
- Castiglia-La Mancia (444 linci in vari nuclei nelle province di Ciudad Real e Albacete)
Nell’Estremadura sono stati censiti 254 esemplari e nella Regione di Murcia 15.
Struttura della popolazione e prospettive
Del totale censito nel 2024, 1.557 linci erano adulti o subadulti, con una distribuzione dei sessi molto equilibrata: 708 maschi e 706 femmine sessate. Il numero di femmine riproduttrici o territoriali ha raggiunto quota 470, ben 64 in più rispetto al 2023. Questo valore si avvicina progressivamente all’obiettivo di 750 femmine riproduttrici, considerato uno dei traguardi demografici fondamentali per poter definire la specie in uno stato di conservazione favorevole.
La tendenza della popolazione è positiva e continua dal 2015, consolidando la riduzione del rischio di estinzione della lince iberica. In 23 anni, la specie è passata da meno di 100 esemplari nel 2002 a oltre 2.400 nel 2024. L’aumento è particolarmente evidente nell’ultimo periodo: nel 2020 la popolazione totale era di 1.111 linci e, quattro anni dopo, si contano quasi 1.300 individui in più, con un tasso medio di crescita annuale del 29%, secondo i dati del Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica.
Questi numeri, insieme a nascite come quelle di Hubara a Zarza de Granadilla, mostrano come programmi di conservazione ben strutturati possano invertire il destino di una specie sull’orlo della scomparsa e trasformarla in un simbolo di recupero per l’intera biodiversità mediterranea.
