In molte regioni del mondo l’accesso all’acqua potabile è sempre più difficile e le fonti tradizionali non bastano a coprire il fabbisogno. Per questo negli ultimi anni si sono moltiplicate le ricerche per ottenere acqua in modi alternativi, a partire proprio dall’umidità presente nell’aria.
Un gruppo di scienziati ha sviluppato un dispositivo a forma di spugna capace di catturare l’acqua dall’atmosfera e rilasciarla sfruttando esclusivamente l’energia del sole. Il sistema funziona anche in ambienti con bassa umidità e, se confermerà le prestazioni in test futuri, potrebbe offrire un aiuto concreto alle comunità che vivono in aree aride o isolate.
Un dispositivo sviluppato tra Australia e Cina
La spugna è stata realizzata da ricercatori della RMIT University in Australia, in collaborazione con cinque istituzioni scientifiche cinesi. L’obiettivo del team era creare un sistema semplice, efficiente e a basso consumo energetico per trasformare l’umidità dell’aria in acqua liquida.
Il dispositivo ha una struttura che ricorda una spugna e integra materiali in grado di assorbire il vapore acqueo presente nell’ambiente. Successivamente, grazie al calore del sole, l’acqua viene rilasciata all’interno di un contenitore, pronta per essere raccolta.
Uno degli aspetti più rilevanti emersi dai test è la sua efficacia in condizioni climatiche molto diverse. Secondo i ricercatori, la spugna ha dato buoni risultati in ambienti con livelli di umidità compresi tra il 30% e il 90%, un intervallo che include molte aree aride o semi-aride del pianeta.
Come funziona la “spugna” che cattura acqua dall’aria
Il funzionamento del dispositivo si basa sulla combinazione tra una struttura naturale porosa e vari composti che facilitano l’assorbimento e il rilascio dell’acqua. La base scelta dai ricercatori è la balsa, un tipo di legno noto per essere molto leggero e ricco di pori interni.
All’interno di questa struttura vengono integrati materiali che favoriscono la cattura dell’umidità, permettendo alla spugna di assorbire il vapore acqueo presente nell’aria circostante. L’acqua viene quindi trattenuta nel dispositivo finché entra in gioco l’energia solare: il calore del sole riscalda la spugna e induce il rilascio dell’acqua in forma liquida all’interno di un apposito recipiente.
In sintesi, il ciclo di funzionamento segue questa logica:
| Fase | Risultato |
|---|---|
| Cattura dell’umidità | Il dispositivo assorbe il vapore presente nell’aria |
| Ritenzione | L’acqua rimane intrappolata nella struttura porosa |
| Riscaldamento solare | Il calore del sole attiva il rilascio dell’acqua |
| Raccolta | L’acqua viene convogliata in un contenitore |
Il vantaggio principale è che per la fase di rilascio non sono necessarie fonti di energia elettrica: basta l’irraggiamento solare, disponibile anche in molte zone lontane dalle reti tradizionali.
Perché questa tecnologia potrebbe essere utile
Oltre all’originalità del meccanismo, la spugna ha attirato l’attenzione della comunità scientifica perché potrebbe risultare particolarmente utile in contesti dove l’acqua è difficile da ottenere o da distribuire. Il fatto che funzioni in un ampio intervallo di umidità ambientale la rende potenzialmente adatta a diversi scenari.
In prospettiva, un sistema di questo tipo potrebbe essere applicato:
- in aree aride o soggette a grave scarsità d’acqua;
- in regioni isolate o difficili da raggiungere con le infrastrutture tradizionali;
- in contesti colpiti da disastri naturali, dove le reti idriche risultano danneggiate;
- in situazioni in cui l’uso dell’energia elettrica è limitato, grazie al funzionamento basato sul sole.
Al momento il dispositivo è ancora un prototipo e si trova in una fase iniziale di sviluppo. Tuttavia i risultati ottenuti finora sono considerati promettenti dai ricercatori, che vedono in questa tecnologia una possibile risorsa per migliorare l’accesso all’acqua in aree dove questo bene essenziale continua a scarseggiare.
FAQ
L’acqua ottenuta con questa spugna è subito potabile?
Gli studi citati si concentrano soprattutto sulla capacità del dispositivo di catturare e rilasciare acqua dall’aria. La potabilità dipende anche dal livello di purezza e da eventuali contaminanti presenti nell’ambiente o nei materiali utilizzati. In molti casi potrebbero essere necessari ulteriori passaggi di filtrazione o trattamento per rendere l’acqua adatta al consumo umano in sicurezza.
La spugna funziona solo in climi molto umidi?
No, uno dei punti di forza del prototipo è la capacità di operare in un intervallo di umidità compreso tra il 30% e il 90%. Questo significa che può funzionare anche in zone relativamente secche, purché sia presente una minima quantità di vapore acqueo nell’aria. L’efficienza, però, tende ad aumentare man mano che cresce il livello di umidità ambientale.
