Negli ultimi anni l’estrazione di resina è stata proposta come fonte alternativa di reddito per i proprietari forestali. In molte zone con tradizione resiniera consolidata, questa pratica è ben conosciuta, mentre in altre aree i proprietari si chiedono ancora come possa influire sullo sviluppo dei pini piantati principalmente per la produzione di legname.
Per ottenere la resina è necessario effettuare regolarmente delle «picas», cioè piccole incisioni o ferite sul tronco, in genere ogni quindici giorni. Il dubbio principale è se queste ferite possano compromettere la crescita e la salute degli alberi.
Il progetto Tappinnes e gli obiettivi della ricerca
Per rispondere a queste domande è stato avviato il progetto Tappinnes, il cui nome completo è “Desentrañar los efectos de la extracción de resina para garantizar la resiliencia y la prestación sostenible de servicios ecosistémicos en los pinares atlánticos”. Il progetto è finanziato dal Ministero della Scienza e dell’Innovazione ed è sviluppato da un gruppo di ricercatori della Misión Biológica de Galicia, appartenente al Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC).
Questo lavoro prosegue una linea di ricerca iniziata con il progetto Acrema, portato avanti da un gruppo operativo sovraregionale con fondi del Ministero dell’Agricoltura e Pesca, Alimentazione e Ambiente. L’obiettivo comune è capire fino a che punto la resinazione sia compatibile con la produzione di legname e con la buona salute dei pini.
Dove sono stati studiati i pini
I ricercatori hanno analizzato la reazione degli alberi in due aree forestali specifiche, situate in terreni di comunità di montagna:
- Tuiriz, nel comune di Ferreira de Pantón
- Bemil, nel comune di Caldas de Reis
In questi siti sono stati osservati pini sottoposti a resinazione e confrontati con altri non resinati, per valutare differenze di crescita, difese e riproduzione.
Come reagiscono i pini alle «picas»
Il team guidato da Rafael Zas, con la partecipazione di Adrián López-Villamor, Ana Cao, Roberto Touza, Luis Sampedro e Margarita Lema, descrive una reazione molto netta da parte degli alberi. Intorno alla zona in cui si praticano le incisioni, i pini attivano le proprie difese: il loro “sistema immunitario” vegetale rileva il danno e rafforza le barriere difensive in quell’area.
Secondo i risultati, questa risposta non comporta una perdita di crescita misurabile in modo statisticamente significativo nel breve periodo. Gli alberi, quindi, si difendono localmente senza che ciò si traduca, almeno nei primi anni, in un rallentamento evidente dell’accrescimento.
Crescita, riproduzione e salute nel breve termine
Lo studio evidenzia che:
- Non si osserva una riduzione significativa della crescita dei pini resinati nel periodo analizzato (circa 3–5 anni).
- La riproduzione non risulta compromessa; anzi, in alcuni casi la presenza di una minaccia può indurre l’albero a produrre più semi.
- Non emergono segnali chiari che indichino un peggioramento dello stato di salute generale degli alberi nel breve termine.
Questi risultati sostengono la compatibilità, almeno a corto raggio temporale, tra l’estrazione di resina e la produzione di legname nei pini studiati.
Perché serve un monitoraggio a lungo termine
L’assenza di effetti negativi evidenti nel breve periodo non significa che si possano escludere conseguenze nel lungo termine. I ricercatori segnalano che nella chioma degli alberi si osserva una riduzione della concentrazione di nutrienti e di sostanze difensive, un aspetto che potrebbe avere ripercussioni solo dopo molti anni o in condizioni ambientali più difficili.
Per questo raccomandano di:
- Proseguire il monitoraggio degli stessi alberi nel tempo.
- Ampliare il campione, includendo pini di dimensioni maggiori.
- Valutare la resinazione in situazioni più avverse, ad esempio in presenza di stress idrico, suoli poveri o maggiore pressione di parassiti.
Solo con osservazioni prolungate e su un numero più elevato di esemplari sarà possibile confermare in modo definitivo l’assenza di effetti negativi a lungo termine e definire pratiche di resinazione davvero sostenibili.
