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Perché mettere una moneta nel vaso delle piante: il motivo che pochi conoscono

Perché mettere una moneta nel vaso delle piante: il motivo che pochi conoscono

Molti appassionati di piante in queste settimane stanno riscoprendo un vecchio trucco della nonna: mettere una semplice moneta nel vaso. Non è magia, né superstizione: se fatto bene, può aiutare davvero alcune piante in casa e in balcone, soprattutto in città dove l’acqua del rubinetto è spesso molto calcarea e povera di alcuni microelementi.

Il vero motivo (scientifico) dietro la moneta nel vaso

L’idea nasce dal fatto che alcune monete contengono rame, un metallo noto per le sue proprietà antifungine e antibatteriche. In orticoltura professionale, e anche nelle linee guida diffuse dal CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e da alcune pubblicazioni dell’Università di Bologna, il rame è indicato come microelemento utile alle piante e come base di numerosi fungicidi.

Nel vaso, però, non stai usando un fitofarmaco, ma una microsorgente lenta di rame e altri metalli (a seconda della lega). Questo può avere tre effetti:

  • Limitare leggermente muffe e funghi superficiali nel sottovaso o nello strato più umido del terreno.
  • Fornire tracce di rame in substrati molto poveri, tipici dei terricci economici da supermercato.
  • Modificare lievemente il microambiente vicino al punto in cui si trova la moneta, rendendolo meno favorevole ad alcuni patogeni.

Non aspettarti miracoli: non è un fertilizzante completo, né un fungicida professionale come la poltiglia bordolese autorizzata dal Ministero dell’Agricoltura. È piuttosto un piccolo aiuto “low cost” che può dare benefici marginali in alcune condizioni, soprattutto con piante da balcone soggette a ristagni e muffe leggere, come basilico, gerani e begonie.

Come usare la moneta nel vaso senza danneggiare le piante

Per sfruttare questo trucco nel 2026 senza fare danni, serve un minimo di precisione. Prima di tutto scegli una moneta recente e ben conservata, ad esempio da 1, 2 o 5 centesimi di euro: sono in acciaio rivestito in rame, quindi offrono una certa quantità di rame sulla superficie.

Prendi il vaso e, dopo aver leggermente smosso il terriccio con le dita, inserisci la moneta a circa 2–3 cm di profondità, mai a contatto diretto con le radici più grosse. Dovresti sentire una leggera resistenza del terreno quando la spingi: se affonda troppo facilmente, sei troppo in profondità. Coprila con uno strato sottile di terriccio, finché non la vedi più e la superficie torna uniforme e leggermente scura, senza zone lucide.

Annaffia poi con poca acqua per i primi 2–3 giorni, giusto il necessario perché il terreno resti umido ma non fradicio. Se noti un leggero alone verdastro o biancastro sul terriccio nelle ore successive, è un segnale che c’è stato un eccesso di umidità: in quel caso lascia asciugare bene prima di bagnare di nuovo. L’odore deve restare neutro: se senti puzza di “stagnante”, stai esagerando con l’acqua e il rame della moneta non basterà a contenere i funghi.

Un trucco da vivaista, usato anche in alcuni garden center della Lombardia e del Lazio, è posizionare la moneta non al centro del vaso ma verso il bordo, in modo che l’eventuale rilascio di metalli sia più diluito e meno concentrato sulle radici principali. Questo è particolarmente utile con piante più delicate come le orchidee phalaenopsis o alcune piante aromatiche.

Materiali utili da avere a portata di mano:

  • Monete da 1–5 cent pulite, senza incrostazioni evidenti.
  • Terriccio di buona qualità, meglio se con perlite o pomice.
  • Annaffiatoio con beccuccio stretto per bagnare con precisione.

Quando la moneta aiuta davvero (e quando è solo una leggenda)

La moneta nel vaso può avere un senso in alcuni casi molto specifici:

  • Vasi piccoli su balconi di città come Milano, Torino o Roma, dove l’aria è più inquinata e l’umidità può favorire muffe leggere.
  • Piante soggette a marciumi superficiali nel sottovaso, dove si formano aloni biancastri o verdastri dopo pochi giorni.
  • Terricci economici, poveri di microelementi, comprati nelle grandi catene di bricolage come Leroy Merlin o nei discount.

Secondo dati e indicazioni diffuse dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), l’accumulo eccessivo di metalli pesanti nel suolo può però essere un problema ambientale. Per questo è importante non esagerare: mai più di una moneta per vaso medio (diametro 12–20 cm) e non usare questo trucco in orti dove coltivi verdure da mangiare direttamente nel terreno, come insalate o carote.

Un dettaglio poco noto: nelle piante d’appartamento molto sensibili alla salinità del suolo, come felci o calatee, l’uso prolungato di monete può diventare controproducente se il vaso è piccolo e non c’è un buon drenaggio. In questi casi è meglio puntare su prodotti specifici a base di rame approvati e dosati, facilmente reperibili nei consorzi agrari o nei punti vendita di marchi come Agraria Garden o le sezioni giardinaggio di Coop e Conad.

In sintesi, la moneta nel vaso è un micro-aiuto intelligente se:

  • la usi in modo mirato, su poche piante e in vasi con buon drenaggio;
  • controlli sempre umidità, odore del terriccio e presenza di muffe;
  • la consideri un complemento, non un sostituto di un buon terriccio e di una corretta annaffiatura.

Usata con buon senso, può diventare uno di quei piccoli trucchi utili che fanno la differenza nel tempo, soprattutto per chi coltiva su balconi e davanzali cittadini e vuole piante più sane con il minimo sforzo.

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Mariana Conti

Mariana Conti

Ciao, sono Mariana Conti. Esperta di economia domestica e appassionata di orticoltura urbana. Da anni studio e applico le migliori tecniche per la gestione della casa e la coltivazione sostenibile in Italia. In questo blog metto la mia esperienza a tua disposizione: dalle metodologie di pulizia professionale ai segreti per un orto produttivo. Il mio obiettivo è offrirti soluzioni concrete e testate per migliorare la qualità della tua vita quotidiana

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