Uno degli eventi più attesi dagli appassionati di astronomia è l’arrivo di un cometa “radente al Sole” (in inglese, sungrazer), cioè un corpo celeste che passa estremamente vicino alla superficie solare, da cui il suo nome. Il rischio, come sottolineano diversi siti specializzati, è che proprio questo passaggio così ravvicinato finisca per distruggerlo completamente. Se però il nuovo cometa C/2026 A1 riuscirà a superare questa prova estrema, potrebbe trasformarsi in uno spettacolo eccezionale nel cielo.
Il cometa C/2026 A1 e le sue caratteristiche
Secondo le prime analisi, il C/2026 A1 potrebbe brillare come una stella incredibilmente luminosa, forse visibile persino in pieno giorno, a occhio nudo.
L’aspettativa nasce dal fatto che questo oggetto proviene da un sottogruppo particolarmente famoso: i cometi Kreutz, ritenuti frammenti del Grande Cometa del 1106. Alcuni di questi cometi, in passato, sono stati talmente luminosi da diventare memorabili.
In più occasioni, comete di questo tipo sono diventate insolitamente brillanti, soprattutto per la grande quantità di gas rilasciata quando assorbono la forte radiazione solare.
Non è escluso che C/2026 A1 sviluppi anche una coda spettacolare, simile a una “scopa” luminosa, come spesso accade ai cometi radenti più appariscenti.
Un bagliore superiore alla Luna piena
In base ad alcune ricerche, C/2026 A1 potrebbe arrivare a essere diverse volte più luminoso della Luna piena. Questa caratteristica lo renderebbe visibile a occhio nudo persino nel cielo diurno.
Tutto però dipende da una condizione fondamentale: il cometa dovrà sopravvivere al passaggio estremamente vicino al Sole, senza disintegrarsi.
Se riuscirà a superare indenne questa fase critica, potrà probabilmente essere osservato al massimo del suo splendore nei primi giorni di aprile.
Dove e quando osservarlo meglio
Secondo le previsioni di riviste specializzate, gli osservatori dell’emisfero sud avranno le condizioni migliori per ammirare il cometa.
Chi si trova nell’emisfero nord, però, avrà comunque una possibilità: C/2026 A1 dovrebbe essere visibile molto basso sull’orizzonte sud-occidentale, poco prima del tramonto.
Anche nello scenario peggiore, cioè se il cometa dovesse disintegrarsi, i resti e l’attività residua potrebbero comunque essere osservabili dalla fine di marzo con un buon telescopio o con binocoli astronomici di qualità.
Un altro cometa in arrivo ad aprile
Aprile si preannuncia interessante anche per un altro motivo: potrebbe diventare visibile un secondo cometa, C/2025 R3 (PanSTARRS).
La data stimata per la sua migliore osservazione è intorno al 20 aprile, e le previsioni sulla sua possibile spettacolarità stanno già attirando l’attenzione degli appassionati.
Il destino difficile dei cometi radenti al Sole
La maggior parte dei cometi radenti al Sole è di piccole dimensioni e viene scoperta solo pochi giorni prima del passaggio al perielio, il punto dell’orbita in cui si trovano più vicini alla nostra stella.
Quasi sempre, questo incontro ravvicinato si conclude con la loro distruzione completa.
Un esempio recente: durante l’eclissi solare totale dell’aprile 2024, i ricercatori hanno individuato un minuscolo cometa radente appena poche ore prima che scomparisse per sempre, distrutto dalla vicinanza al Sole.
